February 6, 2009

..PaZcUaRo..

..stamattina i miseri toast presentati come "colazione" all ostello sono serviti a assorbire il litro di caffe che ho buttato giu verso le 8.15.
la luce della mattina e' fantastica, e il suo freddo penetra negli occhi ancora addormentati dandoti una sensazione di magico a tutto cio che ti circonda.
era la mia ultima ispezione per la citta. faccio il giro completo della piazza, vago a caso tra i portici, passeggio per il mercato ancora semi vuoto, e con il mio zaino nuovamente sulle spalle fermo il camioncino che dice "percorso marrone" (si stavolta so che e' quello giusto) e mi lascia alla stazione degli autobus.
due minuti dopo parte il mio viaggio per Pazcuaro.
mi sveglio proprio mentre passiamo per il centro del paese, cosi mi tocca aspettare che le porte si riaprano alla stazione. qualche kilometro dopo.
"Lago" c'e scritto sul cartello scritto a mano nel parabrezza di un furgoncino parcheggiato alla mia uscita. e penso sia una buona idea salire e vedere dove mi porta. la folla del mercato al centro accerchia il furgoncino e ci si mette un po prima di riuscire a scappare dalle viuzze del centro e ritornare in strada. ma 2 kilomtri dopo e qualche persona schiacciata in piu all interno del mini van, arriviamo alle rive del lago Pazcuaro.
il conducente scende e si fuma una cigaretta. decido che senza fumarne una anche io, posso uscire e esplorare questa mia nuova dinamica.
chiedo a qualche ristorante se conoscono qualche pensione li vicino, e a parte raccomandarmi di tornare e provare il pesce bianco del lago, uno mi segnala l unico hotel economico in zona. la signorina della reception e' quasi contenta di vedermi entrare, forse non vede nessuno da un po di giorni, forse non vede nessuno con uno zaino in spalla da qualche mese.riesco a barattare il prezzo, (il Messico insegna le buone regole del vivere) e entro in camera. e svolgo i soliti seguenti movimenti di rito: butto per terra lo zaino, ispeziono il bagno, non per vedere quanto pulito sia (non mi spaventano piu le croste sul muro, o gli scarafaggi nella doccia) ma per essere sicura che sì, in effetti esiste il bagno e mi metto al collo la borsa escursione, che e' diversa da quella viaggio.
escursione : soldi, informazioni utili, cappello e maglia.
viaggio: passaporto, soldi, giornale di bordo, chiavetta usb e acqua.
riprendo il bus che dice "centro" stavolta. e mi tuffo anche io in mezzo alla folla del mercato, annuso i profumi di qualche stand di tacos, uno un po piu in la vende "tortas" (panini) e un altro laggiu sta friggendo pile di gorditas..
ahhh questi sono i sapori che conosco!
passeggio tra una piazza e l altra e scopro altre vie che si aprono in altre piccole piazzette, e giardini. compro del cioccolato in polvere alla cannella (spero di farlo durare fino a quando torno in italia), mangio una super torta alla milanesa (vedi foto)
"con todo guera?" "claro!, con todo"

todo= bistecca alla milanese, pomodori, avocado, lettuga, formaggio e peperoncino a fette.
guera= biondina/di carnagione bianca
claro= certo che voglio tutto, sto quasi svenendo dalla fame.

e riesco pure a scoprire una caffetteria che serve caffe di Oaxaca.. S U P E R!
stasera voglio provare la Zuppa Tarasca. "me la da da asporto che la voglio mangiare in riva al lago, mentre vedo il sole scendere"..diro alla signora che me la vendera. "ah e con extra crema e chile", che dimenticano sempre che, saro`pure Europea ma non scema!!

February 5, 2009

..Pupilas Lejanas..


..e´ bastato un gesto veloce della testa per fermare il primo bus che passava davanti all uscita della stazione. il percorso non era proprio quello che intendevo fare, pero ¨tutte le strade portano a Roma¨no?, penso valga anche in Messico, anche se Roma si chiama Morelia, e l'autista non ti avvisa che il centro e' a quasi un kilometro da una delle sue fermate piu vicine al ¨centro¨.
ormai le distanze quasi non mi ingannano piu, e non mi preoccupano, in fondo perdersi e' una buona maniera per scoprire posti in cui non arriveresti mai se non per caso.
infatti per caso e' sempre il modo nel quale trovo i ristorantini piu economici e piu buoni, dove trovo le pensioni piu diroccate e i mercatini piu puzzosi. ed e´proprio quello cio che mi rende una viaggiatrice felice.
seguo la sagoma della cattedrale in lontananza e in calle Allende compare un ostello, dove il patio giallo e azzurro mi accoglie tra le sue frondose piante, e una camera con 2 letti a castello mi fa finalmente sedere e riprendere le forze.
esco subito, lo zaino puo aspettare il mio ritorno per svuotarsi e la doccia puo aspettare domani, sono ritornata ad essere un ¨smelly hippie¨e devo seguire le norme di tale definizione.
la sagoma della cattedrale si avvicina e svela essere un capolavoro di chiesa, troppo simile a qualsiasi chiesa europea, ma sono un po fuori allenamento e ho ricominciato ad apprezzare l arte.. poco piu nella piazza una banda si sta accordando e sempre piu gente si accalca ai lati della pista. un pezzo di salsa comincia a volare nell aria toccando le punte delle torri della cattedrale, sfiorando i piedi delle signore che si sono gia alzate per mischiarsi nella folla danzante, e entrando nei miei timpani trasformandosi in molecole di felicita in tutto il corpo. una mamma poco piu in la scatta una fotografia medio amatoriale a sua figlia che non curante sta inseguendo con lo sguardo il suo palloncino che ondeggia nell aria. sento che la molecola di felicita si e´scontrata con una di malinconia che vagava sola all interno dello stomaco. e mi ha fatto male. era pura gioia, in realta, pero l ho espressa commuovendomi.
ora la cattedrale e´illuminata, e osserva le macchine passare.
io invece sono spenta, e sento le macchine correre veloci fuori dall internet point.