May 13, 2007

inside 4 poles!!

Per qualche strana ragione che solo la mia mente ha il potere di sapere, ho deciso di mettermi in spalla una tenda (era per 4 persone, ma l'unica che ho trovato con un preavviso di un giorno), sacco a pelo, e un bocadillo al formaggio per il viaggio.

Ho finito il mio turno all'ostello, per la prima volta alle 4 precise, e ho preso l'autobus per Jàvea.

2 ore e mezza dopo, vengo scaricata in mezzo ad una rotonda, in un piccolo paesino sulla Costa Blanca senza un idea di come fare a trovare un campeggio. (continuavo a pensare che se ce l'ho fatta in Thailandia senza parlare Thai, ce l'avrei fatta sin problema anche qui).

Apparentemente non esistono autobus in questa precisa stagione (da marzo a giugno dicono i cartelli, siamo in bassa stagione) e si può fare affidamento a solo un bus al giorno..mmm

cosi mi incammino, cercando qualcuno che mi potesse indicare la retta via.
Incontro un signore, che sorridendo mi raccomenda un numero per chiamare un taxi. Anche il signore, per un attimo alza il sopraciglio senza capire, quando gli dico che non ho un cellulare e ho bisogno di trovare una cabina. Ma un taxista, mandato da chissa quale dio fa parte della mia religione personale, si affianca a bordo di un bianco coche e mi fa gesto di salire.. (visto? alla fine chi ha bisogno di un cellulare, quando ci sono gli dei personali??).

Mi scarica in fronte a "el Naranjal", un simpatico camping, dove il receptionista con accento tedesco mi spiega per filo e per segno le regole del campeggio, (sti cazzo di tedeschi e i loro schemi..)e mi chiede di scegliere una piazzola, (la bassa stagione mi da la fantastica possibilità di scegliere tra tutte le piazzole, essendo TUTTE vuote!).
La piazzola è fatta prevalentemente di ghiaia, mi ricorda di un campeggio in Belgio (dove Martin scelse di patire il freddo, usando il sacco a pelo come sollievo ai mille sassi che entravano nelle ossa)..rido, ma grazie al martello di Miguel che usa per spaccare mezza casa, riesco a piantare i necessari 4 picchetti, butto dentro il sacco a pelo, e mi incammino per esplorare la spiaggia.

Nell'ozio più assoluto, passa il mio break dal lavoro e dalla città.
Tra lattine di birra bevute in tenda alla luce della candela, tra una passeggiata nella sabbia e una nuotata in una calle scoperta all 'improvviso..

Passa il mio fine settimana in tenda, un pò troppo nostalgico se devo proprio essere sincera, perchè mi è mancato tutto, perchè non ho smesso di pensarci un solo istante, tutto mi riportava indietro, tutto sapeva di ciò che era.
Non era più una dolce solitudine quella che mi accompagnava, ma una ricerca contro me stessa di qualcosa che non riesco a trovare il modo di vivere; devo riprendere a vivere il presente, invece che incastrata in quel passato, in quello stato mentale.

L'aspetto, e spero di non starci male. Perchè stavolta sento di essere stanca di combattere da sola!

May 1, 2007

Thrice- the artist in the ambulance

ultimamente questa e' la unica canzone che mi smuove delle emozioni qui, dentro lo stomaco.
cosi la ascolto la mattina, quando mi sveglio e gli auricolari sono ancora piantati nelle orecchie dalla notte prima. li ascolto per darmi la forza di svegliarmi e di poter aprire la finestra sopra la mia testa e guardare al cielo, cercando di capire di che umore sarà la mia giornata.
li ascolto camminando al lavoro, passando per il parco, per il ponte, per il rio e poi ferma al semaforo, facendo finta di non stare aspettando niente, ma solo per riposarmi un attimo.

li ascolto la notte, dopo aver salutato gli amici e ripercorrendo lo stesso marciapiede per tornare casa; li ascolto fino su al quinto piano, fino a che non ho piu fiato per fare un solo altro scalino, quando ansimando infilo la chiave rossa dentro la serratura e la giornata sembra essere arrivata alla fine.

il mio terrazzo questi giorni ha preso svariati colori, macchie sulle piastrelle del pavimento, sulle sedie di plastica bianche, sul muro sbiadito sul quale si specchia il sole la mattina.
la puzza di acquaragia mi riporta indietro alla sua stanza, dove i suoi pensieri facevano le capriole con i miei sogni, dove i suoi di colori sembravano senza luce, sembravano immobili, ma tutto dentro quella stanza girava a centrifuga.
la puzza di acquaragia si confonde con l odore del caffe, che mi risveglia e mi da una nuova dimensione nella quale risistemare i pensieri, i colori, la vernice, la tavola di legno, i pennelli..e ricomincio da capo.